mercoledì 2 aprile 2014

COMUNICATO STAMPA Una Babilonia di azione, musica e danza Sabato 5aprile con Aurelio Gatti e Marcello Fiorini

COMUNICATO STAMPA

Una Babilonia di azione, musica e danza
Sabato la performance di Aurelio Gatti e Marcello Fiorini
Palermo, Palazzo Riso, sabato 5 aprile ore 21

Una ricerca sulle infinite e alchemiche discordanze tra corpo, azione e musica generano una dinamica nuova‚ totalmente estranea agli elementi generativi eppure intimamente collegata con questi. Lo spettacolo di musica e danza “Babilonia”, una produzione Hystrio e MDA Produzioni Danza, debutta sabato 5 aprile alle ore 21 al Museo Riso di Palermo per Contemporaneo sensibile, la rassegna dedicata ai nuovi linguaggi della scena organizzata dalla direzione del Museo d’arte contemporanea della Sicilia Palazzo Riso, Capuantica Festival, Estreusa e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con Teatri di pietra e Una danza in Sicilia.

Da un’idea del virtuoso fisarmonicista classico e compositore Marcello Fiorini “Babilonia” è stato concepito partendo dal suo significato nella mistica di derivazione biblica, ovvero una metafora utilizzata per definire una società‚ uno stato o un'istituzione che assomma in sé ciò che è considerato negativo nella natura umana (meticciaggi, diversità, intraducibilità) e che in qualche maniera evoca il Caos, allorché tutti i linguaggi si mischiano e diventano incomprensibili l'uno all'altro.
Secondo i Veda (antichissimi testi sacri dei popoli arii)‚ il Caos non è un misterioso disordine cosmico che ci attende nel profondo dell'universo, e nemmeno un magmatico oceano di lava che ribolle minaccioso accanto al cuore della terra, ma è l'illusione di questa realtà‚ il continuo gioco tra desiderio e sofferenza che costella e soggiace alla trama della vita.
Attraverso questa visione, il Caos sarebbe quindi nella nostra percezione‚ nel credere ai nostri sensi‚ che le cose abbiano senso, un senso che con tutta probabilità‚ invece‚ ci sfugge.
Sono questi i pensieri che hanno dato vita al progetto nato dall'incontro tra Marcello Fiorini e il coreografo Aurelio Gatti‚ una ricerca su quelle infinite e alchemiche discordanze tra corpo‚ azione e musica che nel complesso generano una dinamica altra‚ nuova‚ totalmente estranea agli elementi generativi, eppure intimamente collegata con questi. Dalla dinamica musicale nasce il movimento, che piano piano si affina fino a diventare danza. In scena le danzatrici Rosa Merlino Monica Camilloni (che firmano anche le coreografie) e Carlotta Bruni. Le musiche originali, eseguite dal vivo, sono di Marcello Fiorini, la regia di Aurelio Gatti

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lunedì 24 marzo 2014

COMUNICATO STAMPA Van Gogh secondo il coreografo Loris Petrillo per “Contemporaneo sensibile”

COMUNICATO STAMPA

Van Gogh secondo il coreografo Loris Petrillo
Che traduce in danza gli stati d’animo del pittore olandese
Palermo, Palazzo Riso, sabato 29 marzo ore 21, domenica 30 marzo ore 17.30

Colori, genio e follia, ma anche malattia, nevrosi e terapia. La performance “Van Gogh -physical performance with versatile and installational structure” del coreografo Loris Petrillo, tra i più apprezzati e stimati del panorama internazionale della danza contemporanea, è il terzo appuntamento della rassegna Contemporaneo Sensibile, dedicata ai nuovi linguaggi della scena, organizzata dalla direzione del Museo d’arte contemporanea della Sicilia Palazzo Riso, Capuantica Festival, Estreusa e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con Teatri di pietra e Una danza in Sicilia.
Sabato 29 marzo alle ore 21 (replica domenica 30 marzo alle ore 17.30) al Museo Riso di Palermo andrà in scena la nuova performance di Loris Petrillo, prodotta da Mda Produzioni Danza e Petrillo Danza, dedicata alla figura di Van Gogh, il pittore olandese geniale e incompreso, almeno in vita, che ha influenzato l’arte del XX secolo.
Partendo dallo studio di un medico italiano, Renzo Ovidi (secondo il quale Vincent Van Gogh, notoriamente considerato un pittore pazzo morto suicida, in realtà era un uomo affetto da sindrome carenziale affettiva di probabile origine familiare), Petrillo crea la sua nuova opera utilizzando la coreografia non come mezzo descrittivo, ma conferendole una funzione espressiva istintiva in grado di suscitare emozioni. Così come Van Gogh attraverso la pittura non narra fatti o descrive luoghi, ma è interessato piuttosto al significato di ciò che rappresenta, Loris Petrillo elude dal racconto biografico del personaggio per creare lui stesso opere corografiche dedicate a Van Gogh.
In scena Nicola Simone Cisternino, su partiture di Diepenbrock, Handel, Ibsen, Wagner e Bach, darà vita a quadri differenti in cui prendono forma gli stati d’animo dell’artista olandese. Con tecnica e disinvoltura il danzatore attraverserà l’idillio e il tormento, l’angoscia e il suicidio di un animo inquieto, che cercò nell’arte la luce della natura, per trovarvi il buio della psicosi.
Dall’acquisizione incrociata della lettura clinica del Dott. Ovidi e quella poetica e teatrale del regista e drammaturgo Massimiliano Burini, Loris Petrillo ha elaborato un’idea personale del caso che sviscera attraverso la fisicità dell’unico performer in scena, in una sequenza di quadri coreografici e teatrali. In un ordine temporale casuale, incastonati secondo un istinto creativo, ciascuno dei quadri rievoca un sentimento o uno stato patologico del pittore: la sindrome depressiva; la ricerca di comunicazione; la vocazione alla professione di predicatore; l’angoscia e l’inquietudine; l’entusiasmo del periodo luminoso e bucolico ad Arles; lo scompenso morale che lo conduce in una strada tortuosa fatta di crolli, collassi e cadute morali; l’autolesionismo e la totale crisi che lo condurrà alla morte.
Van Gogh, è uno spettacolo fatto di carne e sudore, voce e pelle, musica e danza; fa sorridere e poi commuovere, come quando girasoli oltre misura si trasformano nei simboli di uno stato d’animo sofferente che non riesce a guardare la realtà se non attraverso gli occhi della malattia.

giovedì 13 marzo 2014

COMUNICATO STAMPA Maurizio Donadoni per “Contemporaneo sensibile”

COMUNICATO STAMPA
Maurizio Donadoni per “Contemporaneo sensibile”
Al Museo Riso con “Finnegans Wake”di James Joyce
Palermo, Palazzo Riso, sabato 15 marzo ore 21, domenica 16 marzo ore 17.30


La rassegna dedicata ai nuovi linguaggi della scena, Contemporaneo Sensibile, organizzata dalla direzione del Museo d’arte contemporanea della Sicilia Palazzo Riso, Capuantica Festival, Estreusa e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con Teatri di pietra e Una danza in Sicilia, ospita per il suo secondo appuntamento, sabato 15 marzo alle ore 21 (replica domenica 16 marzo alle ore 17.30) Maurizio Donadoni, attore tra i più apprezzati della scena nazionale, che porterà al Museo Riso di Palermo “Finnegans Wake” di James Joyce.
Nella grande sala del secondo piano di Palazzo Belmonte Riso, dove è ospitata l’installazione site specific di Jannis Kounellis, Maurizio Donadoni metterà in scena un monologo tratto da alcuni passi scelti del primo capitolo di quell’opera letteraria – l’ultima di Joyce, pubblicata nel 1939 –, considerata un monumento alla letteratura e per lungo tempo “intraducibile”.
Finnegans Wake” – qui messo in scena nella traduzione di Giorgio Schenoni – è un poema eroicomico scritto in prosa, realizzato come un divertente gioco di parole dove il suono ha più valore del significato della parola stessa, secondo la tecnica del “flusso di coscienza” tipico di Joyce, già usato in precedenza nell'Ulisse, e qui portata alle sue estreme conseguenze.
Già con queste premesse, e per la difficoltà del testo che è stato definito “l'ultimo delirio della letteratura di Joyce”, la messa in scena di Maurizio Donadoni si preannuncia come una grande scommessa attoriale perché, come lui stesso scrive nelle note dello spettacolo «a differenza di uno studioso di linguistica un attore non ha tutte le conoscenze teoriche necessarie a districarsi nelle infinite profondità di quest' opera. Ha però uno strumento che altri non hanno, ovvero l'incoscienza tipica del "puer eternus" che gli consente di credere possibile l'impossibile, di rendere riconoscibile l'irriconoscibile, dicibile l'indicibile. Di salire sul monumento “Finnegans Wake” senza la pretesa di spiegarne alcunché, con la semplice intenzione di giocarci un poco su e giù, in piena libertà».
Dal primo capitolo del libro - concepito come una sorta di “storia universale” che trae spunto dall'omonima ballata popolare tradizionale irlandese - sono stati scelti alcuni brani in cui l'autore espone i temi principali del libro e presenta alcuni personaggi chiave della vicenda: il muratore Tim Finnegan che, ubriaco, cade da un muro in costruzione, muore e resuscita durante la veglia funebre non appena benedetto con alcune gocce di whisky; il gigante Finn mac Cool, il cui corpo addormentato costituisce il profilo della città di Dublino; un indigeno irlandese che dialoga, come può, con un invasore sassone; H.C.E taverniere di Chapelizod, eroe non eroe dell'opera, accusato di molestie sessuali nel Phoenix Park ai danni di due cameriere (e forse anche di un fuciliere gallese). Tra un brano e l'altro il monologo è inframmezzato da sonorità della tradizione popolare irlandese e Demetrio Stratos.
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Informazioni
Orario spettacoli tutti i giorni ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti euro 15 intero, euro 12 ridotto
Biglietteria Museo d’arte contemporanea della Sicilia – Palazzo Riso
Corso Vittorio Emanuele n. 365, Palermo tel. 091587717
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