domenica 27 aprile 2014

COMUNICATO STAMPA I 60 minuti di purezza di una prostituta del Sud nella danza di Simona Argentieri per Contemporaneo sensibile

COMUNICATO STAMPA
I 60 minuti di purezza di una prostituta del Sud
nella danza di Simona Argentieri per Contemporaneo sensibile
Palermo, Palazzo Riso, venerdì 2 e sabato 3 maggio, ore 21

Che forme può dare la danza a un personaggio “parlante”? E’ partita da questa domanda, Simona Argentieri, per realizzare la coreografia “Un’ora tutta per me”, il primo capitolo della trilogia "Dramma in corpore" della Babel Crew, che sarà messo in scena venerdì 2 maggio alle ore 21 (replica sabato 3 maggio, alla stessa ora) al Palazzo Belmonte Riso di Palermo per Contemporaneo Sensibile, la rassegna dedicata ai nuovi linguaggi della scena organizzata dalla direzione del Museo d’arte contemporanea della Sicilia Palazzo Riso, Capuantica Festival, Estreusa e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con Teatri di pietra e Una danza in Sicilia.

La coreografa e danzatrice Simona Argentieri insieme a Giuseppe Provinzano (che firma drammaturgia e regia), hanno tradotto in danza la storia di una giovane prostituta del Sud Italia attraverso la regia di un processo coreografico, la scrittura di una drammaturgia da danzare, l'espressione di un corpo che ha nella parola elementi cardine, il ritmo condiviso, il suono partecipato e condizionante, l'attenzione massima per ogni stimolo esterno e interno.
Un’ora tutta per me” è un assolo (in scena solo Simona Argentieri) che parte dal testo e sconfina in isole di immagini, assorbe suoni e rumori legati alla vita nei vicoli del Sud, ricerca una musicalità non esplicita, fatta di sensazioni acquatiche di libertà e intimità profonda. Immersione di un’anima nuda per un tempo breve ma forse infinito, i 60 minuti che questa ragazza si concede ogni giorno per ritrovare se stessa: «di questa sensazioni di particolare purezza è pregno il mio danzare» dice la danzatrice.
Nella sua essenza di danzatrice e nella sua coreografia Simona Argentieri schiude la necessità di trovare un legame dinamico tra filo drammaturgico, movimento ed espressività contemporanea, incuriosita e attratta da come drammaturgia e danza si completino restando su quella sottile linea in cui la composizione si lascia contaminare in transizioni fugaci.

«La formazione attoriale di Simona Argentieri – scrive Provinzano nelle note di regia - mi permette di sperimentare linguaggi e ritmicità che possono diventare stimoli per il corpo, una storia che partendo da un assunto standardizzato e moralizzato tende e dissacrare le impressioni iniziali parola dopo parola. La particolarità del suo muoversi e del suo (s)muovere emozioni mi suggerisce direzioni registiche contaminate: "l'immobilità" della narrazione e la "mobilità" della danza si incontrano in un'esplosione di immagini e tensioni».

Il progetto "Dramma in corpore" nasce dall'incontro\confronto in Babel crew tra gli artisti che detengono quelle che vengono chiamate "residenzialità responsabili" legate al teatro e alla danza. Il progetto prevede la produzione di tre spettacoli in cui saranno coinvolte tutte le anime artistiche che compongono la crew Babel.

Informazioni
Orario spettacoli tutti i giorni ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti euro 13 intero, euro 10 ridotto
Biglietteria Museo d’arte contemporanea della Sicilia – Palazzo Riso
Corso Vittorio Emanuele n. 365, Palermo tel. 091587717

Ufficio stampa - Contemporaneo Sensibile
GNC Press
Lavinia D’Agostino mob 347 4771063
Gianni Nicola Caracoglia mob 3426155638

domenica 20 aprile 2014

COMUNICATO STAMPA Carlo Vitale interpreta Novecento di Alessandro Baricco al Museo Riso per Contemporaneo sensibile

COMUNICATO STAMPA

Carlo Vitale interpreta Novecento di Alessandro Baricco
al Museo Riso per Contemporaneo sensibile
Palermo, Palazzo Riso, sabato 26 aprile ore 21

La storia di Danny Boodmann T. D. Lemon Novecento rivive con Carlo Vitale. Nella grande sala del secondo piano di Palazzo Belmonte Riso, dove è in corso Contemporaneo Sensibile, la rassegna dedicata ai nuovi linguaggi della scena organizzata dalla direzione del Museo d’arte contemporanea della Sicilia Palazzo Riso, Capuantica Festival, Estreusa e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con Teatri di pietra e Una danza in Sicilia, sabato 26 aprile ore 21 sarà messo in scena il monologo “Novecento” scritto da Alessandro Baricco (pubblicato nel 1994) e reso celebre dalla trasposizione cinematografica di Giuseppe Tornatore (1998, “La leggenda del pianista sull’oceano”). Lo spettacolo, una produzione Spaziotre, vedrà in scena Carlo Vitale (che cura anche la regia insieme a Enrico Santori) accompagnato dalle musiche di Mariano Bellopede.

Carlo Vitale darà vita e voce alle pagine straordinarie, intense e ricche di magia di Baricco, quelle che narrano la storia di un pianista eccezionale, capace di suonare una musica meravigliosa. Il suo nome è Novecento, ed è impossibile non esserne rapiti. Seguendo il testo originale, nato proprio come un monologo teatrale, Carlo Vitale prende il testo come pretesto per sciorinare, con grazie ed eleganza, quell’onda continua del perpetuo ripetersi di ricordi che affiorano, emozioni che emergono vivendo quell’attimo di luce, per poi di nuovo affondare negli abissi della memoria indelebile.
Non è un caso che Baricco parli di musica, di mare e di un uomo che vivrà tutta la sua vita di questo e si nutrirà di parole che gli vengono regalate, di emozioni e colori donati dai passeggeri che viaggeranno sulla sua terra, il transatlantico Virginian. Tutto ciò lui lo tradurrà in musica. Non ha bisogno di scendere sulla terra ferma, quello è il suo mondo, la sua terra, la sua vita, tra una prua ed una poppa, nell’immensità dell’oceano.
«Boodman T. D. Lemon Novecento è un uomo che vive attraverso i desideri e le passioni altrui – scrivono i registi - un uomo che si realizza e si annulla con la musica, che vive sospeso tra il suo pianoforte ed il mare, con il quale è in grado di rivivere, in modo fantastico, ogni viaggio, ogni sensazione gli venga raccontata dai passeggeri del piroscafo. E’ nato e vissuto, Novecento, sul piroscafo Virginian ed è incapace di scendere ed affrontare la vita sulla terra ferma. La musica, quella che suona “perché l’oceano è grande e fa paura” è l’intera vita sua».

Carlo Vitale
Attore, regista ma anche danzatore e maestro d’armi. Nato a Napoli, è un artista completo avendo studiato anche canto e danza. Come attore ha iniziato a studiare nel 1990 presso l'Accademia d'arte drammatica Nico Pepe di Udine. Ha lavorato a Milano e Roma, dove attualmente risiede. All'attivo ha circa numerosi spettacoli, come attore (anche al cinema e in tv) e regista. Negli ultimi anni si è dedicato all'insegnamento di arti marziali e come maestro d'armi per varie compagnie.

Informazioni
Orario spettacoli tutti i giorni ore 21, domenica ore 17.30
Biglietti euro 13 intero, euro 10 ridotto
Biglietteria Museo d’arte contemporanea della Sicilia – Palazzo Riso
Corso Vittorio Emanuele n. 365, Palermo tel. 091587717

Ufficio stampa - Contemporaneo Sensibile
GNC Press
Lavinia D’Agostino mob 347 4771063
Gianni Nicola Caracoglia mob 3426155638

sabato 5 aprile 2014

Comunicato : Al Garibaldi di Enna e al Museo Riso a Contemporaneo sensibile Aurelio Gattiper Guerrin Meschino di Bufalino

COMUNICATO STAMPA
   
 Al Teatro Garibaldi di Enna
e al Museo Riso per Contemporaneo sensibile
Aurelio Gatti mette in scena il Guerrin Meschino di Bufalino
Enna, Teatro Garibaldi, martedì 8 ore 21
Palermo, Palazzo Riso, mercoledì 9 aprile ore 21 e giovedì 10 aprile ore 21

Martedì (8 aprile ore 21) al Teatro Garibaldi di Enna e poi nella grande sala del secondo piano di Palazzo Belmonte Riso, dove da un mese si tiene la rassegna dedicata ai nuovi linguaggi della scena Contemporaneo Sensibile, organizzata dalla direzione del Museo d’arte contemporanea della Sicilia Palazzo Riso, Capuantica Festival, Estreusa e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con Teatri di pietra e Una danza in Sicilia, mercoledì 9 alle ore 21 (replica giovedì 10 aprile, alla stessa ora) sarà messo in scena lo spettacolo di teatro-danza “Il viaggio del Guerrin Meschino”, una produzione Estreusa/ Mda Produzioni Danza, tratto dal “Guerrin Meschino” di Gesuldo Bufalino da Sebastiano Tringali e Aurelio Gatti, il primo anche in scena con Cinzia Maccagnano, Gabriella Cassarino e le danzatrici Carlotta Bruni e Rosa Merlino; il secondo che firma anche la regia e le coreografie.

Il “Guerrin Meschino” di Bufalino (pubblicato per la prima volta nel 1991) è una delle opere meno note dello scrittore e poeta di Comiso, ma rappresenta uno dei testi in cui maggiormente emerge il bagaglio culturale del Bufalino lettore : gli aspetti fondamentali del genere cavalleresco sono perpetrati attraverso il recupero di una vicenda narrata da Andrea da Barberino alla fine del XIV secolo e in cui si ritrovano le influenze delle altre grandi opere di questo plurisecolare filone letterario.
Il testo di Bufalino è un romanzo che mostra uno scenario fantastico dove interminabili e inconsueti eventi si intrecciano con gli enigmi dell’esistenza. Quel che vi si scorge sin dalle prime pagine è lo straniamento favolistico della storia, raccontata da un puparo. Il contesto ambientale è medioevale anche se il tema di fondo è tipico del presente o, meglio, di ogni tempo. Il mondo qui appare come impigliato in una ragnatela di subdole parvenze che fanno disperdere il senso dell’identità ed è babelica rappresentazione di un vorace nulla. Così che, la favola stessa, perdendo la sua fisionomia, muta la funzione nel naufragio delle esperienze.
Il fertile immaginario di Gesualdo Bufalino è avvincente e si manifesta in una scrittura arcaica, visionaria e metaforica. Sul gioco dell’invenzione, lo scrittore ridà così vita al Guerrino, mostrandolo alla ricerca della propria origine. Il termine “Meschino” equivale a “misero”, e sta a indicare una condizione di solitudine in conseguenza della sua nascita a lui ignota. E infatti Guerrino è un trovatello che non conosce i genitori, essendo stato rapito dai corsari. Poi la vicenda s’infittisce fino ad assumere i connotati dell’impresa cavalleresca: ne nasce un singolare viaggio dall’atmosfera iniziatica, ricco di intrecci tenebrosi.

«Ciò che maggiormente colpisce è la cornice in cui Bufalino inserisce tutto ciò – scrive Aurelio Gatti nelle note di regia - la vicenda cavalleresca, infatti, è messa in scena da un vecchio e lamentoso puparo che fin dalle prime battute rende chiara la propria rassegnazione nel trascorrere la parte conclusiva dell’esistenza. Egli si paragona a un pupo, i cui fili sono manovrati dalle mani sapienti del destino, pronto a gareggiare e vincere al gioco delle tre carte (nonostante il protagonista conosca il trucco che gli garantirebbe il trionfo). Non c’è tuttavia possibilità di scampo di fronte al fato. E' la storia oscura di un giovane che si tramuta, per le azioni compiute, da orfano in valoroso cavaliere cercando di riscattare una condizione di partenza sfortunata. Il carattere di Guerrino è parallelamente sovrapponibile a quella del puparo, costituito da un misto di solitudine, malinconia e perpetua instabilità. Nel seguire le sue vicende, si è catapultati in un mondo ricco di creature magiche, prove da superare, donzelle da salvare (il cui amore nasce e muore in pochi attimi), tornei cavallereschi, trasposizioni oniriche e onori da riconquistare. Bufalino conduce l’eroe fino agli ultimi tre ostacoli da scavalcare per porre fine alle sue sofferenze e ottenere il giusto riconoscimento per i suoi sforzi: la conoscenza dell’ignota famiglia e la conseguente perdita di quel sentimento di abbandono straziante che ne ha contraddistinto la vita intera. Ma, improvvisamente, tutto termina in maniera inconcludente: il puparo non termina la messa in scena dell’opera per stanchezza e il pupo, accorgendosi di essere una marionetta i cui fili sono avvolti nelle mani di altri, non proseguirà oltre.
Sotto questa lente d’ingrandimento, l’interruzione del racconto nel racconto appare come una conclusione più che completa e giustificata; l’incompiutezza appare costituita da un inizio e da un termine ben circoscritto in cui tutto conserva un significato nitido e trasparente, già suggerito altrove dallo stesso autore. Un significato che sarebbe andato perso nel caso il lettore fosse venuto a conoscenza di un pronosticabile lieto fine per la storia del semplice Guerrino; egli si sarebbe completamente riscattato: non più meschino ma ricompensato dagli onori, dalla gloria e dall’immortalità letteraria, lontanissimo dal suo omologo puparo condannato alla stanchezza, all’oblio della memoria e alla mortalità terrena».

Lo spettacolo “Il viaggio del Guerrin Meschino” sarà messo in scena
anche martedì 8 aprile alle ore 21 al Teatro Garibaldi di Enna
biglietti euro 10

Ufficio stampa - Contemporaneo Sensibile
GNC Press
Lavinia D’Agostino mob 347 4771063
Gianni Nicola Caracoglia mob 3426155638